Pediatra e medico di base

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Una delle scelte più importanti che dobbiamo fare per i nostri figli, è il nominativo del pediatra e medico di base che li seguirà e aiuterà a mantenere la loro salute. Soprattutto col pediatra il genitore dovrà avere un grande feeling, sentirsi sicuro e comunicare apertamente, perché questa collaborazione è indispensabile. I primissimi anni di vita del bambino, il pediatra suggerirà ai genitori come gestirlo anche dal punto di vista quotidiano. Ciò significa che non si ci dovrà recare dal pediatra e medico di base solamente quando il bambino manifesterà un segno di malessere. Ma anche quando il bambino dovrà fare dei controlli previsti dalla legge, per monitorare la sua crescita, il suo sviluppo, e fasi importanti come ad esempio quella dello svezzamento.

Pediatra e medico di base

Pediatra e medico di base

Il genitore verrà istruito dal pediatra su come alimentare il bambino, quanto alimentarlo, e sulle sue esigenze primarie. Per qualunque minima difficoltà, il consiglio di questo professionista sarà determinante, anche per vivere una vita genitoriale molto più serena e priva di ansia. Il pediatra è un medico che oltre alla laurea in medicina e chirurgia ha preso una specializzazione in pediatria e si tratta dunque dello specialista indicato per seguire e curare i bambini in età di sviluppo.

Qualunque tipo di problema e gli può visitare il bambino e eventualmente, nel caso non potesse risolvere la questione, indirizzare il genitore verso gli esami da fare, per accertamenti.

Che differenza c’è tra un pediatra e un medico di base?

In realtà, quando abbiamo un figlio, si può nella scelta di fare il passaggio tra il suo pediatra e medico di base. Questo perché già a partire dai sei anni, possiamo richiedere questo cambiamento.

Ma è auspicabile? Tantissimi genitori si domandano questo. Innanzitutto c’è da premettere che c’è un’ampia forbice di tempo durante la quale possiamo decidere. Il lasso di tempo va da quando il bambino a sei anni fino a quando ne avrà 14.

Questo perché prima dei sei anni deve necessariamente essere seguito da uno specialista in pediatria, e dopo i 14 non potrà più essere seguito dal pediatra ma dovrà avere necessariamente un medico di base. Sono dunque questi otto o nove anni il territorio “franco” che viene lasciato da esplorare ai genitori. I quali decideranno, quando ritengono opportuno, di fare il passaggio tra pediatra e medico di base. Ma perché è una persona dovrebbe decidere di mantenere il pediatra fino alla fine?

Innanzitutto perché si tratta del primo medico in assoluto che ha seguito il bambino sin dalla nascita, a meno che non ci sia stato un cambiamento di medico. E ciò significa sentirsi sicuri che quello specialista conosca il bambino, le sue sintomatologie, le sue eventuali patologie. Questo aspetto è importante da tenere in considerazione, dal momento che determinati ragazzi che hanno patologie importanti possono richiedere un’estensione e continuare a farsi seguire dal pediatra persino fino ai 16 anni. Di norma si tende comunque a tenere il pediatra fino all’ultimo, proprio per questo genere di passaggio viene ritenuto una fase molto delicata dello sviluppo del bambino, che dovrà abituarsi poi a un nuovo medico.

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